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La micorizzazione in agricoltura è una tecnica di coltivazione che consiste nel far entrare in contatto le radici di una pianta da funghi non patogeni che creano con essa una situazione di simbiosi con apporto di scambio reciproco. Il complesso simbiotico pianta-fungo che viene a crearsi è detto micorriza. Il tartufo è il corpo, il “frutto”, di una particolare categoria di funghi noti come funghi ipogei, appartenenti al genere Tuber e alla famiglia delle Tuberaceae. Come suggerisce il nome, questi funghi vivono sottoterra, crescendo a una profondità che varia dai pochi centimetri fino a, in rarissimi casi, un metro. La particolarità di questi funghi è proprio quella di generare dei corpi carnosi, i tartufi appunto, tramite cui diffondere le proprie spore e riprodursi. Una volta maturi, i tartufi producono infatti un profumo intenso e penetrante che supera la barriera del terreno e attira gli animali selvatici che se ne nutrono, spargendo le spore brune, ellissoidali, spinose o reticolate e agevolandone la riproduzione. Come tutti i funghi, il tartufo è eterotrofo: non è cioè in grado di ottenere le sostanze necessarie alla sua sopravvivenza tramite la sintesi clorofilliana, un processo di cui è sprovvisto. Per questo motivo vive in simbiosi con le radici di determinate piante con un rapporto di scambio reciproco di favori. Il tartufo riceve dalla pianta sostanze nutrienti e la pianta, a sua volta, riceve dal fungo acqua e sostanze minerali che ne favoriscono lo sviluppo. La micorizzazione si verifica in modo naturale, ma può anche verificarsi artificialmente con alcune specie di interesse, come il tartufo. La coltivazione dei tartufi è possibile, quindi, ricreando, con metodo artificiale, un rapporto simbiotico tra fungo e pianta. Questo risultato si ottiene attraverso la micorizzazione della pianta da tartufo. Tra le varie tipologie di tartufo, quello nero ha maggiori possibilità di successo in caso di coltivazione, sebbene questa richiede impegno e terreni con particolari caratteristiche. Un’alternativa alla complessità della micorizzazione e alla coltivazione in proprio del tartufo è l’adozione di una o più piante di tartufo nero. Regal Truffle offre la possibilità di adottare una propria pianta di tartufo con garanzia a vita sul risultato, poiché fino al raggiungimento della fase produttiva viene comunque garantito l’equivalente in tartufi del canone annuale di adozione. Contattaci per maggiori informazioni.

Micorizzazione piante da tartufo

By Curiosità tartufo, Senza categoriaNo Comments

La micorizzazione in agricoltura è una tecnica di coltivazione che consiste nel far entrare in contatto le radici di una pianta da funghi non patogeni che creano con essa una situazione di simbiosi con apporto di scambio reciproco. Il complesso simbiotico pianta-fungo che viene a crearsi è detto micorriza. Il tartufo è il corpo, il “frutto”, di una particolare categoria di funghi noti come funghi ipogei, appartenenti al genere Tuber e alla famiglia delle Tuberaceae. Come suggerisce il nome, questi funghi vivono sottoterra, crescendo a una profondità che varia dai pochi centimetri fino a, in rarissimi casi, un metro. La particolarità di questi funghi è proprio quella di generare dei corpi carnosi, i tartufi appunto, tramite cui diffondere le proprie spore e riprodursi. Una volta maturi, i tartufi producono infatti un profumo intenso e penetrante che supera la barriera del terreno e attira gli animali selvatici che se ne nutrono, spargendo le spore brune, ellissoidali, spinose o reticolate e agevolandone la riproduzione. Come tutti i funghi, il tartufo è eterotrofo: non è cioè in grado di ottenere le sostanze necessarie alla sua sopravvivenza tramite la sintesi clorofilliana, un processo di cui è sprovvisto. Per questo motivo vive in simbiosi con le radici di determinate piante con un rapporto di scambio reciproco di favori. Il tartufo riceve dalla pianta sostanze nutrienti e la pianta, a sua volta, riceve dal fungo acqua e sostanze minerali che ne favoriscono lo sviluppo. La micorizzazione si verifica in modo naturale, ma può anche verificarsi artificialmente con alcune specie di interesse, come il tartufo. La coltivazione dei tartufi è possibile, quindi, ricreando, con metodo artificiale, un rapporto simbiotico tra fungo e pianta. Questo risultato si ottiene attraverso la micorizzazione della pianta da tartufo. Tra le varie tipologie di tartufo, quello nero ha maggiori possibilità di successo in caso di coltivazione, sebbene questa richiede impegno e terreni con particolari caratteristiche. Un’alternativa alla complessità della micorizzazione e alla coltivazione in proprio del tartufo è l’adozione di una o più piante di tartufo nero. Regal Truffle offre la possibilità di adottare una propria pianta di tartufo con garanzia a vita sul risultato, poiché fino al raggiungimento della fase produttiva viene comunque garantito l’equivalente in tartufi del canone annuale di adozione. Contattaci per maggiori informazioni.

La micorizzazione in agricoltura è una tecnica di coltivazione che consiste nel far entrare in contatto le radici di una pianta da funghi non patogeni che creano con essa una situazione di simbiosi con apporto di scambio reciproco. Il complesso simbiotico pianta-fungo che viene a crearsi è detto micorriza.

 

Il tartufo è il corpo, il “frutto”, di una particolare categoria di funghi noti come funghi ipogei, appartenenti al genere Tuber e alla famiglia delle Tuberaceae. Come suggerisce il nome, questi funghi vivono sottoterra, crescendo a una profondità che varia dai pochi centimetri fino a, in rarissimi casi, un metro. La particolarità di questi funghi è proprio quella di generare dei corpi carnosi, i tartufi appunto, tramite cui diffondere le proprie spore e riprodursi. Una volta maturi, i tartufi producono infatti un profumo intenso e penetrante che supera la barriera del terreno e attira gli animali selvatici che se ne nutrono, spargendo le spore brune, ellissoidali, spinose o reticolate e agevolandone la riproduzione.

 

Come tutti i funghi, il tartufo è eterotrofo: non è cioè in grado di ottenere le sostanze necessarie alla sua sopravvivenza tramite la sintesi clorofilliana, un processo di cui è sprovvisto. Per questo motivo vive in simbiosi con le radici di determinate piante con un rapporto di scambio reciproco di favori. Il tartufo riceve dalla pianta sostanze nutrienti e la pianta, a sua volta, riceve dal fungo acqua e sostanze minerali che ne favoriscono lo sviluppo.

 

La micorizzazione si verifica in modo naturale, ma può anche verificarsi artificialmente con alcune specie di interesse, come il tartufo. La coltivazione dei tartufi è possibile, quindi, ricreando, con metodo artificiale, un rapporto simbiotico tra fungo e pianta. Questo risultato si ottiene attraverso la micorizzazione della pianta da tartufo.

 

Tra le varie tipologie di tartufo, quello nero ha maggiori possibilità di successo in caso di coltivazione, sebbene questa richiede impegno e terreni con particolari caratteristiche.

Un’alternativa alla complessità della micorizzazione e alla coltivazione in proprio del tartufo è l’adozione di una o più piante di tartufo nero. Regal Truffle offre la possibilità di adottare una propria pianta di tartufo con garanzia a vita sul risultato, poiché fino al raggiungimento della fase produttiva viene comunque garantito l’equivalente in tartufi del canone annuale di adozione.

Contattaci per maggiori informazioni.

Sua Maestà il Tartufo Nero Pregiato

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Il tartufo nero pregiato è uno dei tartufi più utilizzati nel mondo, molto apprezzato per il suo profumo, per il sapore e per la sua versatilità in cucina. Scopriamo insieme qualcosa in più su questo portentoso alimento.

Sua Maestà il Tartufo Nero Pregiato

Il Tartufo nero pregiato (nome scientifico Tuber Melanosporum) matura durante tutto il periodo invernale, prospera a contatto con diversi alberi (quercia, carpino nero, nocciolo) e può essere raccolto 15 novembre al 15 marzo.

Un vero tartufo nero pregiato si riconosce dalla sua forma tondeggiante, dalla scorza “a spore nere” e dalla polpa nera, quasi violacea, striata da sottili venature bianche.

Il tartufo nero pregiato è particolarmente apprezzato per il suo profumo delicato e gradevole e per il suo sapore quasi dolciastro (da qui il nome ‘tartufo nero dolce’ con cui spesso viene indicato).

Grazie alla sua versatilità in cucina, è ottimo sia crudo che dopo una breve cottura, poiché i suoi composti aromatici non risentono delle alte temperature.

Lo sai che il tartufo si può adottare?

Proprio così, adesso è possibile adottare un tartufo e avere una rendita annua di tartufo garantita.

Con il nostro progetto Adopt A King, puoi adottare una pianta da tartufo, noi la facciamo crescere e ti garantiamo una rendita annua di tartufo. Poi quando la pianta entrerà in produzione raccoglieremo i suoi frutti e te li invieremo, oppure puoi scegliere di venire a raccoglierli tu stesso, non è fantastico?

Oggi puoi finalmente adottare il prodotto d’Abruzzo tra i più pregiati della cucina mondiale che, senza saperlo, fornisce i migliori tartufi neri a buona parte d’Europa.

Forse ancora non lo sai perché siamo molto di nicchia e solo per pochi clienti selezionati. Per questo ti invitiamo a scoprire di più sul progetto cliccando qui.

Il tartufo in Abruzzo

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L’Abruzzo è una delle regioni leader in Italia per la produzione di tutte le principali specie di tartufo, inoltre, il tartufo abruzzese è un prodotto PAT, fiore all’occhiello dell’agricoltura italiana di qualità


Come abbiamo avuto modo di ricordare in più di un’occasione, l’Italia è tra i Paesi che producono ed esportano la maggior quantità di tartufo nel mondo.L’Abruzzo, in particolare, è una delle regioni leader in Italia per la produzione di tutte le principali specie di tartufo.

Il tartufo in Abruzzo

In Abruzzo si contano almeno 28 varietà differenti di tartufo, dal Tartufo nero pregiato (Tuber Melanosporum) Tartufo bianco pregiato (Tuber Magnatum), passando per il Tartufo nero invernale (Tuber Brumale) e il Tartufo nero estivo o Scorzone (Tuber Aestivum).

Il tartufo abruzzese è un prodotto PAT (Prodotto Agroalimentare Tradizionale) e rappresenta un biglietto da visita dell’agricoltura italiana di qualità.

Con il termine ‘PAT’ ci si riferisce a quei prodotti agroalimentari le cui metodiche di lavorazione, conservazione e stagionatura si sono consolidate nel tempo e sono omogenee per tutto il territorio interessato per un periodo non inferiore ai venticinque anni.

Secondo alcune ricerche, in Abruzzo viene prodotto il 40% dei tartufi italiani “e nella regione avviene la miglior raccolta di tuberi di tutto il mondo. Solo nel Parco Sirente Velino, la produzione del tartufo coltivato si estende nella zona della Valle Subequana e in quella della Marsica settentrionale, con diverse varietà e produzioni anche piuttosto significative.” (fonte)

Dove coltivare e raccogliere il tartufo in Abruzzo

Esiste, in Abruzzo come in tutte le regioni d’Italia, una apposita normativa in materia di raccolta, commercializzazione, tutela e valorizzazione dei tartufi.

L’articolo 10 di tale normativa elenca le principali informazioni sulla vocazione tartufigena di ogni provincia abruzzese. Sono informazioni preziose per chi decide di creare una propria tartufaia e coltivare il tartufo in Abruzzo.

Le zone di raccolta riguardano:

  • per il tartufo bianco (Tuber magnatum Pico) – Medio e Alto Sangro, Medio e Alto Vastese, Colline Pescaresi, Colline Teramane, Valle Roveto e Marsica, Colline Teatine;
  • per il tartufo nero pregiato (Tuber melanosporum Vitt.): Aquilano, Marsica e Valle Peligna, Maiella Orientale, Colline Teramane.

Per tutte le altre specie di minor pregio e di più larga diffusione, la zona di produzione corrisponde all’intero territorio regionale.

Lo sai che il tartufo si può adottare?

Proprio così, adesso è possibile adottare un tartufo e avere una rendita annua di tartufo garantita.

Con il nostro progetto Adopt A King, puoi adottare una pianta da tartufo, noi la facciamo crescere e ti garantiamo una rendita annua di tartufo. Poi quando la pianta entrerà in produzione raccoglieremo i suoi frutti e te li invieremo, oppure puoi scegliere di venire a raccoglierli tu stesso, non è fantastico?

Oggi puoi finalmente adottare il prodotto d’Abruzzo tra i più pregiati della cucina mondiale che, senza saperlo, fornisce i migliori tartufi neri a buona parte d’Europa.

Forse ancora non lo sai perché siamo molto di nicchia e solo per pochi clienti selezionati. Per questo ti invitiamo a scoprire di più sul progetto cliccando qui.

Tartufo italiano: zone di raccolta e produzione in Abruzzo

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Preziose informazioni per te che vuoi creare una tua tartufaia e coltivare il tartufo in Abruzzo.

L’Italia è uno dei Paesi più vocati alla produzione e coltivazione del tartufo. In particolare, l’Abruzzo, la regione dove siamo cresciuti e dove abbiamo deciso di far nascere Regal Truffle, è una delle regioni leader in Italia per la produzione di tutte le principali specie di tartufo.

Esiste, in Abruzzo come in tutte le regioni d’Italia, una apposita normativa in materia di raccolta, commercializzazione, tutela e valorizzazione dei tartufi.

Dove coltivare e raccogliere il tartufo in Abruzzo

L’articolo 10 di tale normativa elenca le principali informazioni sulla vocazione tartufigena di ogni provincia abruzzese. Sono informazioni preziose per chi decide di creare una propria tartufaia e coltivare il tartufo in Abruzzo.

Le zone di raccolta riguardano:

  • per il tartufo bianco (Tuber magnatum Pico) – Medio e Alto Sangro, Medio e Alto Vastese, Colline Pescaresi, Colline Teramane, Valle Roveto e Marsica, Colline Teatine;
  • per il tartufo nero pregiato (Tuber melanosporum Vitt.): Aquilano, Marsica e Valle Peligna, Maiella Orientale, Colline Teramane.

Per tutte le altre specie di minor pregio e di più larga diffusione, la zona di produzione corrisponde all’intero territorio regionale.

Lo sai che il tartufo si può adottare?

Proprio così, adesso è possibile adottare un tartufo e avere una rendita annua di tartufo garantita.

Con il nostro progetto Adopt A King, puoi adottare una pianta da tartufo, noi la facciamo crescere e ti garantiamo una rendita annua di tartufo. Poi quando la pianta entrerà in produzione raccoglieremo i suoi frutti e te li invieremo, oppure puoi scegliere di venire a raccoglierli tu stesso, non è fantastico?

Oggi puoi finalmente adottare il prodotto d’Abruzzo tra i più pregiati della cucina mondiale che, senza saperlo, fornisce i migliori tartufi neri a buona parte d’Europa.

Forse ancora non lo sai perché siamo molto di nicchia e solo per pochi clienti selezionati. Per questo ti invitiamo a scoprire di più sul progetto cliccando qui.

La tua salute (e quella del Pianeta) passa anche dal mangiare

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Mangia bene, aiuta i piccoli produttori, vivi sano e proteggi il Pianeta. È questa la lezione che possiamo imparare dal Tartufo.

In questo momento le nostre vite sono sotto scacco a causa del COVID-19: la nostra salute è estremamente vulnerabile, così come l’economia mondiale. Secondo una ricerca Ocse, questa pandemia ridurrà la crescita del pil globale di oltre mezzo punto, a causa del blocco quasi totale di tutte le attività produttive e dei negozi.

Mangiare sano per attenuare la crisi

In Italia, uno dei settori maggiormente colpiti dagli effetti devastanti della pandemia è il settore agroalimentare. A causa dei molti Paesi che hanno chiuso le proprie frontiere, dei dazi nei confronti dei prodotti italiani e dell’iniziale campagna diffamatoria perpetrata ai danni dell’Italia e dei suoi prodotti, infatti, fonti Coldiretti prevedono per quest’anno circa quarantacinque miliardi di esportazioni in meno.

E in questo scenario, anche noi, come consumatori siamo chiamati a fare la nostra parte. Come? Scegliendo prodotti italiani, per esempio, comprando prodotto D.O.P e I.G.P., prodotti a chilometro zero o prodotti locali.

Così facendo mangeremo prodotti più buoni, più genuini e più sani e aiuteremo la nostra economia.

Mangiare sano per essere più sani

Mangiare sano e naturale, inoltre, aiuta anche a stare meglio: sono tante le patologie che migliorano seguendo una dieta ottimale. A dimostrarlo è una ricerca condotta dall’Institute for Responsible Technology del Connecticut su 3256 persone che, a seguito di una dieta curata, hanno visto migliorare significativamente i propri problemi di salute (tra questi: problemi digestivi, affaticamento, sovrappeso, allergie, problemi di concentrazione, insonnia, problemi cardiovascolari, ipertensioni e problemi ormonali e dermatologici).

Riguardo alla situazione sanitaria attuale, la Dottoressa Simona Bertoli (responsabile dell’Unità per l’obesità e Laboratorio di ricerca sull’alimentazione e sull’obesità del Dipartimento di malattie endocrine e metaboliche IRCCS Istituto Auxologico Italiano, professoressa associata di Scienze alimentari e dietetiche presso il Dipartimento di Scienze alimentari, ambientali e nutrizionali (DeFENS) dell’Università degli Studi di Milano e coordinatrice del servizio di Nutrizione Ambulatoriale del Centro Internazionale per la valutazione dello stato nutrizionale (ICANS) dell’Università degli Studi di Milano), in un articolo apparso online il 21 marzo 2020, avverte:

«È bene chiarire che non abbiamo una risposta specifica al Covid-19. È ovvio, conosciamo questo nuovo virus da poche settimane, sappiamo molto poco delle sue caratteristiche, non ci sono studi su possibili trattamenti farmacologici, non sono disponibili evidenze scientifiche su quali alimenti o nutrienti siano in grado di migliorare le nostre difese immunitarie per prevenire o combattere questa infezione. Tuttavia, la possibilità di modulare alcune delle funzioni del sistema immunitario attraverso l’assunzione di nutrienti specifici o di alimenti ricchi di nutrienti funzionali è stato ampliamente studiato negli ultimi decenni. In particolare, proprietà immuno-stimolanti sono state dimostrate per alcune vitamine (Vit. A, C, E e D), per alcuni micronutrienti quali zinco e selenio e più recentemente per i probiotici. Oltre 140 studi su animali suggeriscono che la vitamina C può prevenire o alleviare i sintomi di infezioni causate da batteri, virus e protozoi. L’infezione umana più studiata è il raffreddore comune dove la vitamina C somministrata regolarmente sembra ridurre la durata dei sintomi, indicando un effetto ottimo. Solo due studi controllati hanno riscontrato un beneficio terapeutico della vitamina C per i pazienti con polmonite pertanto ad oggi, gli effetti della vitamina C contro le infezioni devono essere ulteriormente indagati (Hemilä 2017).»

Prosegue, inoltre:

«Negli ultimi anni, numerosi studi sono stati rivolti al possibile ruolo della vitamina D in seguito alla scoperta dei suoi numerosi effetti extrascheletrici, e né è stato dimostrato un rilevante impatto sulle risposte immunitarie innate e adattive. Secondo la maggior parte degli autori, sono necessari ulteriori studi per esplorare l’effetto preventivo della supplementazione di vitamina D sulle infezioni virale (Gruber-Bzura 2018).

Tra i minerali, il più studiato in campo immunologico è lo Zinco. È stato dimostrato, in studi nei modelli animale e sull’uomo, che un suo deficit può portare ad alterazioni dell’integrità del sistema immunitario (Dardenne 2002). Una sua carenza marginale è stata osservata in diversi gruppi di popolazione “a rischio”, come gli anziani supportando l’ipotesi che la supplementazione nei soggetti più vulnerabili potrebbe impedire la compromissione del sistema immunitario e migliorare sostanzialmente la resistenza alle infezioni in questi soggetti.»

Il tartufo: un alimento 100% naturale che fa bene alla salute e aiuta l’economia

Forse non tutti sanno che il tartufo è un alimento 100% naturale, che non richiede l’uso di alcun prodotto chimico né di pesticidi. Questo fa sì che il tartufo rappresenti un prodotto naturale al 100% e consente, a chi lo coltiva, di operare una scelta in direzione dell’ecosostenibilità e del rispetto della natura.

I tartufi sono tra i cibi più ecologici e utili per il pianeta, e in più hanno una reputazione nella

gastronomia internazionale, fino ad essere considerati “divini”.

«I tartufi – spiega il Professor Giovanni Pacioni, Professore ordinario di Botanica Ambientale ed Applicata all’Università degli Studi dell’Aquila – per sopravvivere hanno bisogno di essere mangiati per questo in oltre 150 milioni di anni di evoluzione hanno sviluppato straordinarie qualità nutrizionali e nutraceutiche per attrarre e soddisfare i consumatori […]hanno un grande valore nutritivo ma contengono anche sostanze che stimolano l’umore ed il senso di soddisfazione, come l’anandamide, l’ormone della felicità».

Il tartufo è un’ottima fonte di magnesio e calcio, con pochi grassi e molte proteine nobili. Inoltre il tartufo è ricco di vitamina C e di vitamina D e, tra i suoi elementi minerali, compaiono il potassio, il calcio, il sodio, il magnesio, il ferro, lo zinco e il rame.

Non dimentichiamoci, infine, del sostentamento economico, in termini di forza lavoro, visibilità ed esportazione, che la coltivazione del tartufo porta nelle aree in cui sono impiantate le tartufaie.

Adotta un tartufo e salva il pianeta

In quest’ultimo anno, come Regal Truffle, abbiamo varato il progetto Adopt a King con lo scopo di offrire a tutti la possibilità di entrare in contatto con il tartufo – un legame profondo che va al di là del rapporto consumatore-prodotto.

L’obiettivo, infatti, è quello di permettere a tutti gli appassionati di tartufo come te di adottare una pianta micorrizata con Tuber melanosporum (Tartufo Nero) e coltivata nelle nostre tartufaie.

Il Tuber melanosporum è un ascomicete noto anche come Tartufo nero. La sua epoca di maturazione è autunno, inverno. Cresce per lo più gregario da 100m fino ai 1100m s.l.m. e richiede piogge in primavera e in giugno, temporali in estate, piogge in autunno e piogge moderate in inverno.

Il Tuber melanosporum è molto ricercato e, per la sua ottima commestibilità, anche particolarmente apprezzato e di valore. ha un gusto piacevole e un profumo inconfondibile che aumentano il gusto dei cibi, permettendo quindi di ridurre l’uso di sale e grassi.

È considerato un alimento ricco di qualità benefiche: è poco calorico, contiene proteine e fibra alimentare e ha un buon apporto di sali minerali (magnesio, potassio, calcio, zinco, rame, ferro, sodio).

 

Ci pensi? Potrai adottare il Re della cucina mondiale!

Noi, insieme a tutti i nostri collaboratori, ci impegniamo a coltivare la tua “pianta figlioccia” secondo dettami scientifici, con amore e dedizione, fattori importanti per mantenere la pianta in salute e veder nascere i primi tartufi.

L’adozione ha una durata minima di 5 anni e prevede il versamento di un canone mensile. Dopo questi 5 anni, la pianta potrebbe cominciare a produrre tartufi (o potrebbero volerci ancora un paio di anni: la natura è imprevedibile!).

Ma non demoralizzarti! Fino a quando la tua pianta non entrerà in produzione, recapiteremo direttamente a casa tua ogni anno una quantità di tartufo pari all’importo dell’adozione che hai sottoscritto. In più, riceverai un resoconto semestrale sulla crescita e gli interventi fatti in tartufaia e, se vuoi, potrai venire fisicamente a visitare il tuo Re, con delle proposte di viaggio itinerante organizzate direttamente da noi.

Aderendo al progetto Adopt a King

  • Farai una scelta ecosostenibile;
  • Riceverai, per tutta la durata del contratto, una scorta di tartufo direttamente a casa tua;
  • Contribuirai al rimboschimento e alla lotta ai cambiamenti climatici;
  • Contribuirai alla creazione di nuovi posti di lavoro;
  • Contribuirai al rilancio di un territorio bellissimo.

Entra anche tu a far parte della grande famiglia Regal Truffle: insieme posiamo andare oltre!

Adotta un tartufo, vivi sano e salva il pianeta!