
La scelta delle piante da tartufo è uno degli aspetti critici quando si vuole coltivare tartufi.
Ma cosa è in dettaglio un tartufo? Il tartufo è nella sostanza un fungo appartenente al genere Tuber, che, a differenza dei funghi che siamo abituati a vedere, compie il proprio intero ciclo vitale sotto terra e per questo viene detto “ipogeo”.
Per poter crescere il tartufo deve obbligatoriamente vivere in simbiosi con piante da tartufo per produrre il prezioso “sporocarpo”, ovvero il corpo del tartufo. Questo è formato da una parete esterna detta “peridio”, che può essere liscio o sculturato e di colore variabile dal chiaro allo scuro.
La massa interna del tartufo, detta “gleba”, di colore variabile dal bianco al nero, dal rosa al marrone è percorsa da venature più o meno ampie e ramificate. Tali venature delimitano gli alveoli in cui sono immerse delle grosse cellule (gli “aschi”) contenenti le “spore”. Le caratteristiche morfologiche del peridio, della gleba, degli aschi e delle spore, insieme alla dimensione ed alle caratteristiche organolettiche del tartufo ne permettono l’identificazione delle diverse specie.
Il rapporto tra la pianta e il tartufo è di tipo simbiotico e lo scambio di sostanze tra i due partner avviene a livello delle radici in particolari formazioni, simili a tubicini, dette “micorrize”, la loro struttura è caratteristico per ogni specie.

A differenza dei funghi epigei che sviluppano corpi fruttiferi al di sopra del terreno, i funghi ipogei come i tartufi non possono sfruttare le correnti d’aria per diffondere delle spore. La natura li ha, quindi, dotati di un forte odore, percepibile solo al momento della maturazione delle spore, che attira insetti e mammiferi, i quali cibandosi del tartufo, provvedono alla diffusione delle spore.
Le specie di tartufi sono decine, solo poche sono edibili. Tra queste il Tuber melanosporum, è considerato il più pregiato tra i tartufi neri. La sua dimensione può raggiungere e anche superare quello di una grossa mela. Viene raccolto durante tutto il periodo invernale ed in particolare nei primi mesi dell’anno. Il tartufo nero pregiato si presta alla coltivazione in tartufaia.
Il Tuber melanosporum si può trovare in ambiente collinare, con piante abbastanza distanziate a costituire boschetti radi. Il terreno deve essere calcareo-breccioso, ricco di carbonato di calcio e deve contenere una percentuale di argilla non superiore al 40%. Nelle tartufaie è necessaria una buona penetrazione di luce e un buon riscaldamento del suolo.
Quali sono le piante da tartufo più adatte?
Le piante da tartufo simbionti del Tuber melanosporum sono sette:
- La roverella (Quercus pubescen)
- Il leccio (Quercus ilex)
- Il cerro (Quercus cerris)
- Il tiglio (Tilia platyphyllos)
- Il nocciolo (Corylus avellana)
- Il carpino nero (Populus alba)
- Il cisto rosso (Cistus incanus)
La coltivazione del tartufo non è impresa facile, per questo motivo Regal Truffle ha ideato il progetto “Adotta un Re”, con cui Regal Truffle si occupa di tutto e a te va il tartufo!
